Lo sguardo nel buio

Lo sguardo nel buio

giovedì 8 gennaio 2015

Lo sguardo nel buio: pubblicato da Cavinato Editore


Nuovo anno e nuovo giallo del commissario Cantagallo.
"Lo sguardo nel buio" sarà presto pubblicato in ebook da Cavinato Editore di Brescia.
Con questa indagine continua la serie dei gialli del simpatico e caparbio commissario toscano Angelo Cantagallo. La nuova storia è sempre ambientata a Collitondi e qui il commissario deve sbrogliare la matassa di un delitto oscuro che a prima vista sarebbe stato sottovalutato. In una tetra viuzza del paese trova la morte un uomo cieco che è stato barbaramente ucciso. Si pensa subito a una rapina andata male, ma poi i fatti scoperti da Cantagallo lo spingono in una precisa direzione.
Allora, buon anno e buona lettura con i gialli del commissaio Cantagallo!

Per chi vuole leggere la trama più dettagliata, l'accontento subito.


“Lo sguardo nel buio”: l’oscurità della notte vuole truccare un delitto e nascondere nel buio lo spietato assassino che ha ucciso un cieco. L’uomo è stato barbaramente ucciso in una tetra viuzza del paese e il commissario Cantagallo deve far luce sul mistero che avvolge l’omicidio. Si pensa subito a un delitto a scopo di rapina compiuto da dei balordi oppure a una tragica coincidenza di un uomo che si è trovato nel luogo sbagliato nel momento sbagliato. All’inizio tutto appare plausibile, ma un fatto evidente fa capire a Cantagallo che le cose, così come stanno, non quadrano. A complicare la situazione ci si mettono pure il Questore Zondadari e il Sostituto Fontanarosa. I due non intendono accendere i riflettori su questa brutta vicenda per non turbare l’opinione pubblica. Anzi vogliono che le luci si spengano e che sia abbassato il sipario. Il delitto potrebbe nuocere all’immagine di Castronuovo e soprattutto alle prenotazioni delle camere del “Pio Albergo del Pellegrino”. L’albergo, gestito dalla reverenda madre Maria Clementina, è in attesa dei congressisti per l’imminente convegno dell’Unione Ciechi che si terrà in città per la tre giorni castrese. Per colpa del delitto, le prenotazioni potrebbero essere annullate e il convegno disertato con grande rammarico del presidente Occhionero, amico del Questore. Zondadari, sollecitato dal presidente e imbeccato dal vicario, vuol mettere a tacere l’eco dell’omicidio del cieco archiviando l’indagine come un delitto compiuto dalle fantomatiche “furie gialle”. Cantagallo è sconcertato e non si presta al gioco, anche perché dovrebbe essere lui a dare in pasto la notizia ai giornalisti. Non si scompone e tenta il tutto per tutto. Gioca al buio col Questore e grazie alla sua abilità si riprende l’indagine con l’impegno di concluderla in pochi giorni. Anche perché ha scoperto una traccia importante che gli apre la strada verso la comunità cinese di Collitondi. La strada da percorrere è breve e porta Cantagallo a un ristorante cinese, ma non per mangiare. I cinesi in questa indagine hanno la loro parte e soprattutto la loro cultura fatta di segni e parole. Non si può ancora dire se c’entrino davvero, ma certamente sono fondamentali per aiutare Cantagallo a risolvere il delitto. Dal colloquio con un certo signor Miao si aprirà sull’omicidio uno spiraglio di luce che con il suo fascio luminoso guiderà Cantagallo attraverso il buio fitto dell’indagine. Il commissario non seguirà solo una luce, ma dovrà anche decifrare un particolare simbolo e riconoscere una voce. Perché in questo giallo non tutte le tracce sono percepibili con la vista. Ci sono dei fatti che hanno una propria voce e che devono essere ascoltati con grande attenzione per smascherare il colpevole. Proprio ascoltando una voce, il commissario capirà chi è l’assassino e dovrà agire con molta cautela per indurlo nell’errore fatale che lo incastrerà. Alla fine anche Cantagallo dovrà muoversi nel buio per un colpo di scena mozza fiato con cui chiuderà il conto con il colpevole. L’assassino cadrà nell’artificiosa trappola che gli è stata tesa dal commissario e lo attenderanno solo le giornate vuote e buie del carcere. Così come non saranno vuote e buie le camere del “Pio Albergo”. La soluzione del delitto ad opera di Cantagallo scongiurerà le defezioni dei congressisti e tranquillizzerà la reverenda Clementina che beneficerà dell’aiuto di quello speciale “Angelo” senza essersi scomodata a pregare l’Altissimo. Il commissario però dovrà compiere un tormentato arresto per catturare l’omicida che con un delitto intendeva cambiare il proprio destino. Forse l’assassino faceva meglio a conoscere le lingue orientali dove un antico detto cinese diceva: “È più facile deviare il corso di un fiume o spianare una montagna che cambiare l’animo di un uomo”.


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